Uganda
Il primo intervento del Cesvi in Uganda risale al 2001, anno in cui � stata realizzata la costruzione di un nuovo padiglione pediatrico presso il Centro di salute di Kabira. Cesvi si � occupato anche dell'istallazione di serbatoi per l'acqua e di pannelli solari, della fornitura di medicinali e del training per il personale sanitario.

Tipologia di progetti: Emergenza, riabilitazione, sviluppo
Settori: Sicurezza alimentare, distribuzione di beni non alimentari, agricoltura, acqua e igiene ambientale, ricostruzione, sanità, sociale.
Dal 2001 Cesvi interviene a sostegno delle comunità locali, in particolare delle vittime della guerra civile che ha sconvolto il Nord Uganda tra il 1985 e il 2006. Dopo aver fornito acqua, costruito scuole e prestato assistenza sanitaria nei campi di sfollati, il Cesvi è ora impegnato ad accompagnare la difficile fase del ritorno nei villaggi di origine, sostenendo il rilancio delle attività produttive, con particolare attenzione all’agricoltura e al miglioramento della sicurezza alimentare, la riabilitazione di strutture sanitarie e scolastiche periferiche e l’accesso all’acqua e all’igiene per le popolazioni nelle aree di ritorno. Sempre nel Nord del Paese, il Cesvi effettua interventi per la lotta contro l’Hiv/Aids e contro la malaria. Nel Sud-Est, il sostegno socio-sanitario alle categorie più vulnerabili, soprattutto agli orfani dell’Aids, si sposa con l’aiuto umanitario a favore delle vittime dell’alluvione del 2007, che ha provocato gravi danni alle infrastrutture e all’agricoltura, e con l’assistenza ai rifugiati congolesi che sono riparati in Uganda per sfuggire al conflitto del confinante Nord Kivu.
Partner internazionali: AVSI, Uganda Reach the Aged Association (URAA), ASDI, FIDA
Finanziatori: Enti governativi italiani, Unicef, FAO, Cooperazione Olandese, Regione Lombardia, TROCAIRE, Hivos, OFDA, Fondazioni4Africa, Fondazione Etico Olistica, Gruppo Filo Diretto, Novartis Farma, Marefosca associazione culturale (BO), Villa Serena - Jesi (AN) e altri donatori privati
Foto Giovanni Diffidenti
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