In Italia circa 100.000* bambini e adolescenti sono presi in carico dai servizi sociali perché vittime di una qualche forma di maltrattamento.

In particolare, la trascuratezza fisica, emotiva ed educativa risulta essere la prima forma di maltrattamento nel Paese.


Nonostante sempre più persone siano a conoscenza della sua diffusione, il maltrattamento infantile rimane ancora oggi un fenomeno nascosto, non denunciato e sottostimato. Cesvi, da sempre impegnato nel contrasto alla violenza su bambini e adolescenti attraverso progetti di protezione dell’infanzia, ha deciso di intervenire anche in Italia creando la rete “IoConto”, per condividere idee e buone pratiche tra operatori di territori differenti, e attivando un programma nazionale di prevenzione e contrasto al maltrattamento infantile, sostenuto dalla campagna #LiberiTutti.

Il programma ha l’obiettivo di supportare, rafforzare ed espandere i servizi già erogati dai partner sul territorio per aumentare la capacità di prevenzione, identificazione e risposta ai casi di maltrattamento.

Il nostro intervento agisce in due direzioni: da un lato rafforza le risorse a disposizione di bambini e famiglie, dall’altro impatta positivamente sull’ambiente e la comunità circostante.

Tre territori sono stati individuati come aree di intervento per la prima annualità di progetto: la città e la provincia di Bergamo, il Distretto sociale dell’Unione dei Comuni della Bassa Sabina – con coordinamento tra Roma e Rieti –, e la VII Municipalità del Comune di Napoli. Le attività sono svolte in partnership rispettivamente con il Consorzio di Cooperative FA, l’Associazione Bambini nel Tempo e la Cooperativa Il Grillo Parlante.

Le iniziative progettuali rispondono ai bisogni rilevati localmente attraverso le seguenti azioni:

Creazione di spazi d’ascolto per bambini e adolescenti in condizione di vulnerabilità

Gli spazi d’ascolto predispongono un luogo e un tempo per incontrarsi, condividere le esperienze, esprimere i propri vissuti ed emozioni, avere accesso alle informazioni e approfondire e dibattere sul tema dei diritti. Scambi positivi che aumentano la capacità di auto-protezione dei bambini maltrattati e aiutano l’operatore a identificare i rischi di maltrattamento e i casi non emersi.

Attivazione di interventi specialistici per la cura del trauma

I percorsi di supporto psico-terapeutico sono finalizzati a ridurre i danni psicologici ed emotivi nei bambini e negli adolescenti che sono stati vittime di violenza.

Supporto alla genitorialità

Spesso sono i genitori stessi ad avere bisogno di aiuto. Per loro sono stati pensati percorsi di genitorialità positiva che li guidino nella comprensione degli stadi di sviluppo del bambino, insegnino l’importanza di modalità educative e comunicative positive e non violente, e trasmettano gli strumenti pratici per una corretta gestione della relazione genitore-figlio.

Formazione di professionisti sul tema del maltrattamento

I percorsi formativi rafforzano le competenze degli operatori degli ambiti famiglia e minorenni nell’individuare e rispondere nel modo più efficace possibile ai casi di maltrattamento.

Rafforzamento del ruolo protettivo della comunità

L’ambiente di contesto svolge un ruolo fondamentale nel contrasto al maltrattamento infantile. A tutta la comunità viene quindi chiesto di contribuire ad arginare il fenomeno. In quest’ottica si svolgono attività di sensibilizzazione per favorire il dialogo sociale sui diritti dell’infanzia e sulla prevenzione della violenza.

Maltrattamenti: una storia che si ripete

Maltrattamenti: una storia che si ripete

Laura, 28 anni, è mamma di due bambine di 7 e 4 anni, Elisa e Sara, avute da due uomini diversi. Le figlie non vivono con lei, ma con i rispettivi nonni paterni: i servizi sociali le hanno allontanate dalla madre dopo averle trovate un giorno abbandonate a sé stesse sotto casa, senza nessun adulto che si prendesse cura di loro.

Laura le vede in spazi protetti presso il servizio sociale, alla presenza di un educatore, due volte al mese. Le psicologhe del Centro d’Ascolto, gestito dall’Associazione Bambini nel Tempo, stanno conducendo una valutazione delle sue “competenze genitoriali”, e stanno cercando di aiutarla a far emergere le risorse e la motivazione per riprendere in mano il suo ruolo di madre.

Non è facile. Laura stessa, da bambina, è stata vittima di maltrattamenti. Per anni ha vissuto insieme alla madre, affetta da gravi problemi psichiatrici, e ai suoi numerosi compagni, che in alcuni casi l’hanno molestata. Oggi la donna è incapace di mantenere relazioni affettive stabili.

In molti casi, chi ha subìto maltrattamenti in tenera età diventa a sua volta un genitore maltrattante. Anche Laura non è stata in grado di sottrarsi a questa terribile spirale. Le sue bambine sono state trovate in condizioni di trascuratezza fisica ed emotiva: i denti cariati a causa della pessima alimentazione, l’igiene personale assente, i comportamenti a scuola inadeguati.

Il futuro di Elisa e Sara non sarà facile, ma il team del Centro d’Ascolto sta facendo il possibile per far sì che possano vivere in un contesto sereno. Per fortuna, possono contare sull’affetto dei nonni paterni, che si stanno dimostrando affidabili e generosi.

La speranza è che anche Laura, grazie all’aiuto che sta ricevendo, possa un giorno trovare in sé la forza di cambiare rotta e di lottare per le sue meravigliose bambine.

 

*Fonte: Terre des Hommes, CISMAI (2013)
Foto di copertina: iStock.com/Ines Bazdar