Cesvi protegge la vita e la salute dei bambini poveri nel mondo attraverso le Case del Sorriso, strutture di aiuto e accoglienza che si trovano in sei Paesi.

I bambini poveri o malnutriti non sono un problema dell’Africa o di altri continenti, ma del mondo intero. Sono le prime vittime innocenti degli squilibri economici tra Nord e Sud del mondo.


Il perpetuarsi delle disuguaglianze tra Nord e Sud del Mondo, insieme a guerre, carestie, catastrofi naturali e arretratezza, produce ogni anno la sofferenza di milioni di bambini. Le organizzazioni umanitarie (ONG e Onlus) come Cesvi hanno il dovere di intervenire in loro aiuto, ma da sole non possono rappresentare la soluzione di un problema così grande.

Nonostante i progressi degli ultimi decenni, i rischi da cui mette in guardia il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia sono drammatici: entro il 2030, in assenza di interventi adeguati, 69 milioni di bambini sotto i 5 anni moriranno per cause prevalentemente prevenibili, mentre i bambini poveri nel mondo saranno in totale 167 milioni. 60 milioni di bambini saranno esclusi dal diritto all’istruzione, 750 milioni di donne si saranno sposate da bambine.

Per impedire che questi dati diventino realtà, operiamo nei continenti con i più alti livelli di povertà e in alcuni dei Paesi con il più alto tasso di mortalità infantile del mondo. In 6 Paesi, inoltre, abbiamo dato vita alle Case del Sorriso, strutture di tutela dell’infanzia che forniscono servizi e accoglienza a orfani, minori che vivono in strada o in stato di abbandono e bambini vittime di sfruttamento e violenza anche nel contesto familiare. A loro vengono offerti cibo, cure mediche, educazione, formazione professionale, supporto psicologico e tutto l’accompagnamento necessario perché possano avere un futuro migliore.

Le Case del Sorriso si trovano in Zimbabwe, Sudafrica, Haiti, Brasile, Perù e India.

Poiché il problema della povertà dei bambini riguarda sempre di più anche il nostro Paese, Cesvi sta reagendo con rinnovato impegno anche in Italia. Il nostro compito, così come quello della comunità internazionale, è far sì che non ci siano più bambini poveri che muoiono di fame o per mancanza di assistenza sanitaria, in Africa come in tutti gli altri continenti.

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