In India lo sfruttamento del lavoro minorile è una delle piaghe più gravi. Nonostante lo sfruttamento dei bambini sul lavoro sia illegale, ancora oggi milioni di bambini sono costretti a lavorare nelle fabbriche di mattoni o nelle miniere.

L’India presenta il più alto tasso di bambini sfruttati nel lavoro di tutto il mondo, con più di 42 milioni di bambini che non vanno a scuola e oltre 10 milioni costretti a lavorare. Addirittura il 23% del PIL nazionale è garantito dal lavoro dei bambini: di questi, 30 milioni vivono in strada.


Nella regione del Tamil Nadu, una delle più povere dell’India, moltissime famiglie lavorano in condizioni di semischiavitù nei mulini di riso o nelle fabbriche di mattoni. Vivono all’interno del luogo di lavoro, in casette temporanee senza luce né servizi igienici. I bambini non vanno a scuola, ma accompagnano i genitori al lavoro per aiutare economicamente la famiglia. Milioni di persone vivono con poco più di un dollaro al giorno: la miseria e la povertà sono alla base dello sfruttamento infantile.

Dal 2005, nello stato del Tamil Nadu, Cesvi gestisce due Case del Sorriso in cui orfani, figli di famiglie appartenenti alle caste più povere e bambini lavoratori ricevono assistenza diurna e notturna, accompagnamento scolastico, vestiario e cure mediche.

Nel 2016, le Case hanno accolto 48 bambini orfani, mentre 840 ragazzi hanno ricevuto accompagnamento scolastico e 60 giovani hanno frequentato corsi di formazione finalizzati all’ingresso nel mondo del lavoro.

Lo staff del Cesvi organizza inoltre momenti di sensibilizzazione e informazione su temi importanti quali il diritto all’educazione.

Le Case del Sorriso sono un punto di riferimento importante in cui i bambini e i ragazzi possono sentirsi protetti e ascoltati, oltre a ricevere cure, sostegno psicosociale, materiale didattico e assistenza legale.

Adil: un'infanzia rubata

Adil: un'infanzia rubata

Adil è un bambino indiano molto fragile. Ha bisogno di affetto e protezione e sogna, come ogni bambino, di giocare e andare a scuola. Ogni giorno, invece, va al lavoro insieme ai suoi genitori per portare a casa quel poco di pane che permette loro di vivere. Tutte le mattine si sveglia alle 4 e, a stomaco vuoto, si incammina verso la fabbrica di mattoni.

Le sue mani non scrivono, non disegnano, non colorano: faticano dall’alba al tramonto sotto il sole cocente per costruire mattoni. I padroni della fabbrica lo obbligano a lavorare senza sosta da mattina a sera, come uno schiavo. Dopo più di 14 ore, Adil torna a casa sfinito, cena con un tozzo di pane e crolla nel letto.

Un bambino così piccolo dovrebbe solo pensare a fare i compiti, giocare con gli amici ed essere felice. Il progetto di Cesvi in India è nato proprio per aiutare i bambini come Adil a cui, ogni giorno, viene rubato un pezzo di infanzia e di futuro.

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