L’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia è un’indagine statistico-quantitativa elaborata da Cesvi con un team di ricerca che stima la vulnerabilità dei bambini al fenomeno del maltrattamento nei diversi territori italiani.

È costruito a partire dall’analisi dei fattori di rischio e dei servizi di ogni regione, un’analisi applicata tanto alle potenziali vittime quanto agli adulti potenzialmente maltrattanti.

I risultati finali restituiscono una classifica decrescente delle regioni italiane, evidenziando le performance di ciascuna rispetto alle capacità di prevenzione e cura del maltrattamento sui bambini e sulle bambine. Le prime posizioni spettano perciò a quelle regioni che presentano sia minori rischi legati al contesto sia un sistema di politiche e servizi più adeguato a prevenire e contrastare il fenomeno.

A prevalere è una visione positiva e premiante. L’analisi intende infatti stimolare un maggiore impegno politico e amministrativo rispetto al problema da parte dei singoli territori e dello Stato. Ciò non toglie che l’evidenza delle regioni a maggiore rischio e con minore offerta di servizi rappresenti un punto fondamentale rispetto alle priorità di intervento territoriale che l’Indice suggerisce nelle sue raccomandazioni finali.

L’analisi realizzata sia sui fattori di rischio che sui servizi origina dalla selezione di 65 indicatori statistici, raggruppati per capacità secondo la teoria dell’“Approccio delle capacità nella prospettiva allo Sviluppo Umano” di Amartya Sen. Le 6 capacità  in base alle quali sono stati aggregati e analizzati gli indicatori selezionati sono: 1) cura di sé e degli altri; 2) vivere una vita sana; 3) vivere una vita sicura; 4) acquisire conoscenza e sapere; 5) lavorare; 6) accedere alle risorse e ai servizi.

La formula utilizzata per confrontare le regioni sulla base dell’incidenza degli indicatori è quella del QUARS, già efficacemente applicata per la campagna “Sbilanciamoci”. Il risultato delle elaborazioni permette di indicare quali regioni operino meglio in relazione alle altre e rispetto alla media nazionale.

 

Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia – L’ombra della povertà- . Seconda edizione dell’Indice regionale (2019)

La seconda edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia conferma il divario tra il Nord e il Sud del Paese per quanto riguarda il rischio di maltrattamento all’infanzia, già evidenziato dalla prima edizione del rapporto 2018. Le regioni del Nord e quasi tutte quelle del Centro si trovano di fatti al di sopra della media nazionale, mentre le regioni del Sud, dove il rischio legato al maltrattamento è più alto e l’offerta di servizi sul territorio è carente o di bassa qualità, si posizionano ancora in fondo alla classifica.

L’edizione di quest’anno indaga principalmente la stretta relazione che intercorre tra maltrattamento infantile e povertà, intesa come povertà materiale, emozionale, relazionale ed educativa. L’Indice mostra come questa costituisca un fattore di rischio a elevata criticità, tanto da essere considerata uno dei fattori predittivi per il maltrattamento minorile e ancor più per la trascuratezza.

Dai dati dell’Indice 2019 emerge come la Campania rimanga fissa in ultima posizione, preceduta da Sicilia, Calabria e Puglia. Migliora invece il Molise, mentre si riconferma al primo posto come regione più virtuosa l’Emilia Romagna, seguita dal Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Toscana.

Le valutazioni sugli esiti di ricerca si riflettono in alcune proposte concrete di azione, destinate all’attenzione delle autorità e degli organi competenti in materia di protezione dell’infanzia. Questa seconda edizione offre l’opportunità di riconsiderare le riflessioni e raccomandazioni proposte nella precedente pubblicazione alla luce dei cambiamenti che sono intervenuti in questo lasso di tempo. Di seguito un elenco sintetico, che può essere approfondito con la lettura del quarto capitolo dell’Indice:

  • È necessario disporre di un sistema informativo puntuale sul tema del maltrattamento all’infanzia.
  • Occorre affrontare con rinnovata determinazione e nuovi sistemi di governance le rilevanti differenze territoriali.
  • È opportuno sviluppare politiche specifiche (dirette) e integrate (indirette) di prevenzione e contrasto al maltrattamento in un approccio multidimensionale.
  • Occorre costruire politiche di medio-lungo termine che sappiano rispettare i tempi degli investimenti in capitale umano.

LiberiTutti, prima edizione dell’Indice regionale (2018)

La prima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia mostra la fotografia di un Paese spaccato in due, che vede le regioni del Nord e quasi tutte quelle del Centro al di sopra della media nazionale, mentre le regioni del Sud si posizionano in fondo alla classifica, scontando il prezzo sia di un contesto meno protettivo che di una minore offerta di servizi.

L’Emilia Romagna è la prima regione italiana per capacità di prevenzione e contrasto del maltrattamento sui bambini. Un risultato ottenuto grazie agli ottimi posizionamenti sia nell’indice sui fattori di rischio (5a classificata), sia nell’indice sui servizi e le politiche territoriali (1a classificata). Seguono Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Umbria, Toscana e Valle d’Aosta.

Tra le regioni con l’indice complessivo più basso si rilevano invece Campania, Calabria, Sicilia, Puglia e Basilicata. La Campania è in fondo alla classifica, ultima sia nell’indice sui fattori di rischio che in quello sui servizi.

Le valutazioni sugli esiti di ricerca si riflettono in alcune proposte concrete di azione, destinate all’attenzione delle autorità e degli organi competenti in materia di protezione dell’infanzia. Ne presentiamo di seguito un elenco sintetico, che può essere approfondito con la lettura del terzo capitolo dell’Indice:

  • Costruire un sistema informativo sul maltrattamento all’infanzia fondato su strumenti di monitoraggio ed esperienze di ricerca attinenti e già operative.
  • Costruire politiche di prevenzione e cura del maltrattamento ai minori in un confronto Stato-Regioni specificatamente dedicato.
  • Dare vita a una Legge Quadro Nazionale sul maltrattamento all’infanzia.
  • Creare strumenti normativi e amministrativi che facilitino la costruzione di politiche intergenerazionali di prevenzione del maltrattamento dei minori: da spese correnti a spese per investimenti in conto capitale.
  • Destinare risorse specifiche alla prevenzione e cura del maltrattamento all’infanzia.
  • Migliorare l’efficacia e l’efficienza della distribuzione delle risorse già esistenti