815 milioni di persone, soprattutto bambini, non hanno cibo a sufficienza. Nonostante i progressi degli ultimi 15 anni, la strada della lotta alla fame nel mondo è ancora lunga.

La nostra strategia si basa su un approccio integrato che cerca di sradicare le cause della fame e della povertà.


155 milioni sono i bambini con meno di 5 anni che soffrono di malnutrizione cronica, ovvero uno su quattro. Nel 50% dei casi, la malnutrizione è una concausa delle morti – 3,1 milioni ogni anno – in questa fascia di età.

Le cause della fame nel mondo sono molto più complesse di quanto normalmente si pensi. Alla base della carenza di cibo ci sono elementi connessi allo sviluppo economico, ai sistemi sanitari e allo sviluppo sociale; alla mancanza di strade e infrastrutture; al cambiamento climatico, ai fenomeni metereologici estremi e alle calamità naturali; ai conflitti e alle discriminazioni di genere.

Il mancato accesso ad adeguate quantità di cibo nutriente – che è alla base della denutrizione di cui soffre l’11% della popolazione – indebolisce le forze necessarie a lavorare e a svolgere una vita attiva e sana.

Il Cesvi lotta da anni contro la fame nel mondo con progetti di sviluppo nel Sud – basati su un approccio integrato al problema – e campagne di sensibilizzazione nel Nord del mondo.

Le attività sul campo sono incentrate sulla promozione di una corretta nutrizione soprattutto tra i bambini, sul diritto e l’accesso alle risorse, in particolare all’acqua, e sullo sviluppo agricolo e l’aumento della produttività mediante la diversificazione delle colture e l’introduzione di nuove tecnologie.

Per raggiungere questi obiettivi è fondamentale lavorare anche sul rafforzamento del ruolo della donna come punto di riferimento familiare e motore di cambiamento nei Paesi in via di sviluppo. Si stima che, se le donne avessero un accesso alle risorse pari a quello degli uomini, il numero di persone affamate nel mondo diminuirebbe di almeno 150 milioni.

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