Dietro a un progetto di successo c’è sempre un’intensa attività di ricerca e monitoraggio dei risultati.

Numeri ed evidenze ci vengono in aiuto per definire un modello di intervento replicabile o adattabile ad altri contesti.

Raccogliamo in questa sezione i report e i casi studi dal campo sugli interventi più significativi in diversi ambiti d’azione: Governance, Protezione dell’infanzia, Crescita inclusiva e sostenibile, Sviluppo rurale e Migrazioni. I documenti sono disponibili solo in lingua inglese.

Governance

Leaving no one behind. The BRSSS story

The story of the Backward Regions Scheme Support Sangha (BRSSS), a community based organization, empowering people in a hundred villages from the most backward regions of North Karnataka, India – 2016

Scopo del progetto è quello di migliorare l’accesso ai servizi pubblici per una parte della popolazione, riducendo povertà ed esclusione sociale in cinque distretti della regione del Nord Karnataka, in India. Con i suoi quattro pilastri il progetto rappresenta un modello per rafforzare la buona governance: la chiarezza della visione, interiorizzata dalle stesse comunità; la componente di capacity building  a livello individuale e comunitario; l’inclusione sociale e l’uguaglianza di genere, con particolare attenzione ai gruppi vulnerabili e alle donne; il processo di democratizzazione con l’elezione di rappresentanti dei villaggi target nei dipartimenti governativi.

Protezione dell’infanzia

Tutori di Resilienza nella rete IoConto: manuale operativo 

In Italia Cesvi lavora per contrastare il maltrattamento infantile anche attraverso la promozione di percorsi di resilienza volti a far emergere e sostenere le risorse che bambini ed adulti hanno a disposizione, andando oltre le loro vulnerabilità.  A Bari, Bergamo e Napoli, Cesvi ha sperimentato il modello “Tutori di Resilienza” validato dall’Unità di Ricerca sulla Resilienza (RiRes) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nell’intento di formare figure educative capaci di sostenere e favorire processi resilienti nei bambini vittime di maltrattamento. Dalla sperimentazione è nato questo manuale che fornisce linee guida e strumenti pratici –Diari di bordo dei territori – a professionisti che a vario titolo lavorano in servizi di protezione all’infanzia.

Supporting Children with Disabilities in Somaliland – 2012

In Somaliland i bambini con disabilità devono affrontare gravi problematiche in termini di protezione, tra cui violenze sessuali e mancanza di istruzione. L’intervento e l’assessment di Cesvi mirano a identificare e ridurre i fattori di vulnerabilità attraverso una metodologia di ricerca che include indagini sulle famiglie e focus group a tutti i livelli: leader di comunità, famiglie e bambini. Un assessment chiaro e la disponibilità di informazioni di qualità sono elementi chiave da tenere presenti per futuri interventi.

Between theory and empirical evidence. Pathways to Good Practices in Building a Child Labour Free Kenya – 2014

In Kenya Cesvi ha lavorato per sradicare tutte le forme di lavoro infantile, lavoro che costituisce una componente importante dell’economia informale del Paese. Il progetto mirava a istituire delle Child Labour Free Zones attraverso la prevenzione, la risposta (rimozione e protezione) e il ripristino di condizioni di vita sicure per i bambini. L’innovativo approccio consiste nello sviluppo di azioni di corporate social responsibility (CSR) e di partnership pubblico-privato (PPP) per combattere le peggiori forme di lavoro infantile e raggiungere elevati standard etici.

Crescita inclusiva e sostenibile

Evaluation of the project Improvement of environment and hygiene conditions of the community of Shu’fat refugee camp – 2018

Cesvi è presente nei campi rifugiati in Palestina con progetti ambientali e di WASH. Il paper presenta una valutazione condotta nel campo rifugiati di Shu’fat per evidenziare aspetti positivi, sfide e opportunità del progetto. Grazie a un approccio improntato sulla theory of change, la raccolta dei rifiuti solidi nel campo palestinese di Shu’fat è diventata strumento di inclusione sociale e di miglioramento delle condizioni ambientali.

HOUSEHOLD ENERGY ACCESS IN AREA C Hebron, Palestine

Il report analizza le caratteristiche dell’accesso all’energia delle famiglie che risiedono nell’Area C della regione di Hebron. Vengono in particolare valutati livelli di accesso alla corrente elettrica, al calore per cucinare e per il riscaldamento domestico in modo da evidenziare le maggiori problematiche emerse. I risultati sono divisi in base alla disponibilità per ogni comunità di infrastrutture quali la rete elettrica, la rete idrica e la strada asfaltata in modo da poter predire il livello di accesso all’energia di una comunità anche senza eseguire interviste. Tutte le comunità intervistate hanno accesso alla corrente elettrica anche se dispongono di elettrodomestici inaffidabili e inefficienti. Le problematiche principali riguardano il calore per cucinare e riscaldare gli ambienti che usano tecnologie che presentano rischi concreti per la salute oltre a bruciare combustibili che hanno un impatto considerevole sull’economia domestica.

Sviluppo rurale

From Subsistence Agriculture to Commercial Enterprise: Community management of green technologies for resilient food production. (Research paper) – 2015

Il paper evidenzia l’innovatività dell’approccio all’irrigazione utilizzato da Cesvi in Zimbabwe per rafforzare l’agricoltura sostenibile e la sicurezza alimentare nel lungo periodo. L’approccio si è rivelato un modello di successo che, grazie all’impiego di nuove tecnologie e alle partnership tra pubblico e privato, ha consentito il passaggio da un’agricoltura di sussistenza a un sistema sostenibile e orientato al commercio, aumentando così la resilienza delle comunità rurali.

Shashe Irrigation Scheme: An Inspirational Zimbabwean Model of resource management – 2016

In una regione semi-desertica dello Zimbabwe, Cesvi ha realizzato nell’ambito di una strategia di sviluppo agricolo rurale uno schema irriguo, creando un modello replicabile. I fattori chiave che ne hanno determinato il successo sono il mantenimento della ownership dei contadini, la creazione di partnership pubblico-privato che hanno contribuito al passaggio da un’agricoltura di sussistenza a un’impresa commerciale comunitaria, l’impiego di nuove tecnologie e il miglioramento della sicurezza alimentare nell’area di riferimento.

Migrazione

Libia: Cesvi, presente in Libia dal 2011, è stata la prima ONG italiana a intervenire nel Paese all’indomani della primavera araba. Con i suoi programmi supporta sfollati interni, rifugiati, richiedenti asilo e migranti con un’offerta di servizi che include attività di protection, distribuzioni di prodotti non alimentari, sensibilizzazione, supporto psico-sociale, referral a servizi esterni e cash assistance.

I due documenti di needs assessment a Tripoli, Bengasi e Misurata che presentiamo di seguito costituiscono un punto di partenza per la definizione di interventi futuri.

Rapid needs assessment in IDP camps in Tripoli and Benghazi – 2016

L’assessment intende identificare i bisogni prioritari delle comunità di sfollati interni oggetto di indagine in 9 siti libici delle città di Tripoli e Bengasi, per sondare la presenza di vulnerabilità specifiche e bisogni di protezione. Al fine di garantire un’adeguata integrazione dei principi di protezione in tutti i settori di lavoro (Educazione, Protezione dell’infanzia, Salute e Livelihoods), l’assessment esamina l’accesso ai servizi degli sfollati interni. I risultati dell’indagine saranno messi al servizio di una pianificazione e di azioni efficaci, con particolare attenzione alla protezione e al supporto psicosociale di bambini e giovani sfollati.

Needs Assessment of Iraqi, Palestinian, Sudanese and Syrian Communities in Libya (Misrata) – 2017

L’assessment mira a identificare i principali rischi e vulnerabilità tra le comunità irachena, palestinese, sudanese e siriana. I risultati confermano che tutte le comunità rifugiate presentano gli stessi gruppi vulnerabili, tra cui spiccano le famiglie impoverite e quelle numerose, i bambini e i giovani, gli orfani e i bambini con un genitore assente o malato, e le persone e i nuclei familiari con un membro della famiglia disabile. Il documento costituisce un’importante fonte di informazione per pianificare futuri interventi nell’area.