Il
devastante terremoto che ha colpito Haiti il 12 gennaio potrebbe aver causato
oltre 100 mila morti. Altre stime parlano addirittura di 500 mila vittime.
Migliaia di persone si trovano ancora sotto le macerie e decine di migliaia sono i feriti.
La capitale Port-au-Prince si è sbriciolata a causa della violenza di quattro scosse successive di magnitudo 7-7.3 sulla scala Richter.
Toccante la testimonianza che abbiamo ricevuto questa mattina da
Elisa Rusciani, coordinatrice dei progetti Cesvi ad Haiti, che al momento del sisma si trovava a Miami e ora sta faticosamente cercando di ritornare nelle aree colpite.
“Sono bloccata qui a Miami con un numero enorme di persone che cercano di raggiungere Haiti per ritrovare familiari. La stessa cosa per Santo Domingo. I funzionari dell’Unione Europea saranno evacuati domani. Le strade non sono agibili e non so se c’è posto da qualche parte. Non so niente di casa mia e dove andrò al mio rientro. Di nuovo non riesco a entrare in contatto con i colleghi dello staff locale. Ma ho saputo che anche a Les Cayes e nell’area del nostro progetto ci sono stati danni e c’è bisogno di aiuti. Aspetto che Anastase mi dica. Sono stanca e sto cercando di andare a riposare, purtroppo le notizie continuano ad arrivarmi di amici e parenti di amici che non ce l’hanno fatta. Sono senza parole. Avremo tanto lavoro. Ci vorranno anni.
Ci sentiamo presto”.
Elisa
L’agronomo del Cesvi
Anastase Jaribu, invece, sta già attivando la macchina degli aiuti per far fronte alla primissima emergenza.
Serve tutto: cibo, acqua potabile, ripari temporanei.
L’intervento Cesvi si inserisce all’interno dell’appello di
AGIRE, network che riunisce le principali organizzazioni non governative italiane impegnate nelle emergenze umanitarie.
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