Sei anni di guerra in Siria: l’impegno di Alliance2015

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Ph. Giovanni Diffidenti.

Sei anni dopo l’inizio della guerra, la Siria affronta la più grande emergenza umanitaria dei nostri tempi. Il 50% dell’intera popolazione siriana è stato sradicato dalla propria casa: circa 6 milioni sono gli sfollati interni, a cui si aggiungono cinque milioni di persone che hanno lasciato il Paese per cercare rifugio oltre confine. I siriani rappresentano tuttora la parte più consistente dei rifugiati che approdano in Europa.

Cesvi opera dal 2013 a sostegno della popolazione siriana insieme ad alcuni partner della rete umanitaria Alliance2015: le Ong ACTED (Francia), Concern Worldwide (Irlanda), Hivos (Olanda), People in Need (Repubblica Ceca) e Welthungerhilfe (Germania).

Le organizzazioni di Alliance2015 supportano i rifugiati e gli sfollati interni tanto in Siria quanto nei Paesi limitrofi come il Libano e la Turchia, che hanno accolto quasi quattro milioni di siriani dall’inizio della guerra ad oggi. Il perdurare del conflitto ha generato nuovi problemi e nuove esigenze nella popolazione di questi territori. Cesvi è attivo proprio in Libano, dove offre un aiuto concreto sia agli sfollati siriani sia alle comunità libanesi che li ospitano. Nel corso del tempo, l’intervento di Cesvi si è ampliato dalla risposta immediata all’emergenza ad un approccio di più lungo periodo, focalizzato sull’inclusione socio-economica dei rifugiati siriani e delle categorie più vulnerabili della popolazione libanese attraverso attività di formazione, capacity building, supporto per l’accesso al mercato del lavoro.

Insieme ai partner di Alliance2015,  Cesvi lavora in questa difficile area del mondo per arginare la crisi e creare le condizioni di uno sviluppo sostenibile attraverso un’esperienza vincente di collaborazione e condivisione di strategie, competenze e risorse. L’obiettivo del network è continuare a supportare la popolazione colpita dal conflitto ed estendere l’aiuto umanitario al maggior numero di persone possibile.

La collaborazione tra le diverse Ong è stata determinante soprattutto nel dicembre 2016, quando 36mila persone sono state evacuate dalla zona est di Aleppo e si sono trasferite nelle campagne a ovest della città e nel distretto di Idleb. Grazie alla condivisione delle risorse tra partner, agli sfollati sono stati distribuiti cibo, coperte, materassi, pannolini e piccole somme di denaro per tamponare l’emergenza. Suleiman, siriano, ha dovuto lasciare la sua casa di Aleppo: “Abbandonare la propria casa è un’esperienza terribile. Insieme a mia moglie e ai miei tre figli, ci siamo spostati a nord di Idleb. Vivo in una casa con altre quattro famiglie. La città è sovraffollata e tutto è molto caro. Sono disoccupato – racconta – e non ho un’entrata fissa. Ho ricevuto del cibo e un kit di prima necessità oltre a un contributo di 120 dollari, grazie a cui aiuterò la mia famiglia”.

Per gli sfollati non si pone soltanto il problema di sfuggire alla guerra tra molteplici rischi per la propria sicurezza, ma anche di trovare i mezzi per sopravvivere. Le comunità che li ospitano fanno i conti con la scarsità di risorse, i prezzi elevati e il sovraffollamento, come sottolinea Wadah Jamo, responsabile dell’Ufficio Affari Umanitari nel Dipartimento di Idleb: “L’aumento della popolazione ha generato molti problemi. Lo sforzo di Ong e dipartimenti locali è volto a reperire nuove risorse, in particolare acqua potabile ed elettricità”.

Con il passare del tempo, il numero di persone colpite dalla guerra è destinato a crescere, così come le proporzioni dell’emergenza umanitaria in corso. Per questo, Cesvi aderisce all’appello di Alliance2015 affinché l’attenzione della comunità internazionale sulla crisi siriana non venga meno sia nello stanziamento dei fondi necessari per rispondere ai bisogni umanitari più urgenti, sia nella ricerca di soluzioni politiche e diplomatiche che possano condurre ad una rapida e pacifica soluzione del conflitto.

 

La mappa dell’impegno di Alliance2015 in Siria

 

Cover photo: Giovanni Diffidenti