Differenza tra 5×1000, 8×1000 e 2×1000: facciamo un po’ di chiarezza

Differenza 5x1000 e 8x1000

Che differenza c’è tra il 5×1000, 8×1000 e 2×1000? È tempo di dichiarazione dei redditi e come ogni anno i cittadini si trovano di fronte alla scelta delle destinazioni di 5×1000, 8×1000 e 2×1000.

È facile però fare confusione tra le diverse destinazioni e le modalità per scegliere i beneficiari, per questo motivo proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Cosa sono 5×1000, 8×1000 e 2×1000? E come possiamo destinarli?

In tutti e tre i casi stiamo parlando di percentuali IRPEF che ogni cittadino può scegliere liberamente se e  come destinare. Si tratta di strumenti di natura fiscale che hanno l’obiettivo di supportare differenti enti benefici o di promozione sociale.

Ma qual è la differenza tra il 5×1000, 8×1000 e 2×1000? Proprio gli enti di destinazione, che possono essere associazioni, istituti, organi di diversa natura che possono beneficiarne.

I contribuenti possono destinare queste quote attraverso la dichiarazione dei redditi, Modello 730 o Modello REDDITI, ma attenzione: non sono assolutamente esclusi gli altri cittadini che possono comunque presentare la scheda unica di assegnazione.

Le scelte, che non sono in alcun modo alternative tra loro e possono, pertanto, essere tutte espresse, non determinano maggiori imposte dovute.

5×1000, 8×1000 e 2×1000: ecco le differenze

L’8×1000 può essere destinato allo Stato o alle confessioni religiose, che abbiano aderito al protocollo d’intesa. Se non viene effettuata la scelta specifica la quota verrà ripartita tra tutte le Confessioni e lo Stato in maniera proporzionale alle scelte espresse dalle altre persone.

Per selezionare la confessione preferita o lo Stato sarà necessario quindi segnalarlo con esattezza nella dichiarazione. In questo caso non esistono codici fiscali specifici. È possibile scegliere una sola Istituzione.

Il 2×1000 può essere invece destinato a favore dei Partiti Politici iscritti nel registro dei partiti che abbiano fatto richiesta di essere ammesse alla ripartizione. Per esprimere la scelta il contribuente deve apporre la propria firma nel riquadro della scheda, indicando il codice del partito prescelto.

Il 5×1000 è una quota dell’IRPEF che i cittadini possono destinare a enti del Terzo Settore (come CESVI), enti della ricerca scientifica, universitaria, sanitaria, al Comune di residenza e alle associazioni sportive dilettantistiche. Per la donazione del 5 per mille bisogna apporre la propria firma e il codice fiscale del destinatario (9500 873 0160 per CESVI) nel primo riquadro relativo agli Enti del Terzo Settore e alle Onlus.

Destinare l’8, 2 e il 5 per mille non è obbligatorio, ma non è nemmeno alternativo, quindi, il contribuente può liberamente anche scegliere di destinare al tempo stesso sia l’8 che il 2 che il 5 per mille.