Perù: Virginia sogna la libertà

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Concentrata sul suo lavoro, Virginia riordina le confezioni di quinoa, caffè e noce amazzonica che saranno vendute alla prossima fiera alimentare. Silenziosa e precisa, è stata scelta dallo staff di Cesvi per aiutare nella vendita degli alimenti biologici prodotti nei diversi progetti agricoli nel Paese. Quando il ristorante sociale che l’organizzazione sta progettando di aprire sarà attivo, lo staff sta pensando di affidarle il ruolo di cameriera addetta al servizio in sala. Nell’attesa, Virginia lavora in ufficio e nelle fiere, ricevendo una formazione logistica e amministrativa che le sarà utile per il lavoro al ristorante, ma soprattutto per diventare la donna libera e indipendente che sogna di essere.

Ha 18 anni ed è nata a Huacho, un tranquillo paese di campagna con tanti animali, a cui torna spesso con il pensiero quando sente il bisogno di un po’ di serenità. I genitori sono alcolisti e non si sono mai presi cura di lei. Con la mamma, in particolare, i rapporti sono sempre stati molto tesi. “Erano diversi i motivi per cui si arrabbiava e mi picchiava. La prima volta perché avevo litigato con mio fratello. Un’altra volta perché qualcuno le disse che avevo baciato un ragazzo al gioco della bottiglia. Una volta, seduta a tavola, si innervosì e mi tirò addosso un paio di forbici”.

La madre trovò un compagno con il quale ebbe altri figli e con cui si trasferì a Lima, portando con sé Virginia. La situazione per la ragazza non migliorò, perché la madre se la prendeva con lei anche per le attenzioni che il compagno le riservava.

Esasperata, Virginia si recò alla polizia e denunciò la situazione che stava subendo da anni. Venne trasferita in un Centro di Assistenza Residenziale, un centro statale gestito dalle suore Francescane dell’Immacolata Concezione. “Il primo impatto fu molto brutto, non volevo stare lì. Ma poco a poco iniziai a sentire il calore e l’attenzione delle persone vicine a me; ero commossa e stupita: queste persone sconosciute, con le quali non avevo nessun legame, mi stavano dando l’affetto più sincero e disinteressato che avessi mai ricevuto”. 

Nonostante la sua infanzia difficile Virginia ha un buon carattere e, nei 4 anni trascorsi al Centro, stringe amicizia con molte altre ospiti.

Poi un giorno arriva l’incontro con Cesvi. Lo staff della nostra organizzazione, che collabora con questi centri di attenzione, la contatta per proporle un percorso di supporto individuale che l’aiuterà a definire meglio i suoi obiettivi di vita. Vista la serietà e la responsabilità della ragazza, la coinvolge nelle attività di vendita nelle fiere biologiche grazie al programma di reinserimento lavorativo sostenuto dal Fondo Italo Peruano.

Nonostante stia ancora studiando alla scuola secondaria serale e viva a più di 3 ore di distanza dall’ufficio, Virginia si presenta sempre puntuale al lavoro, tranne le mattine in cui le conseguenze delle percosse tornano dolorosamente a farsi sentire. “Mia madre mi dava pugni fortissimi sulla schiena e sulle spalle. Certe mattine mi fanno così male che mi sembra la schiena si stia squarciando, e non riesco ad alzarmi dal letto”.

“Vorrei riuscire ad avere un rapporto migliore con mia madre ma è molto difficile. Mi sforzo però di chiamarla, anche perché ho due sorelline e non vorrei che subissero la mia stessa sorte. Non so ancora quale sarà il mio futuro ma mi piacerebbe avere una famiglia e, soprattutto, riuscire ad essere libera e indipendente. Il supporto che sto ricevendo da Cesvi mi sta aiutando a credere in me stessa e a trasformare la mia vita”.

 

In occasione della Giornata Internazionale della Donna 2019, abbiamo scelto di raccontare le protagoniste dei nostri interventi volti allo sviluppo sostenibile delle popolazioni più vulnerabili. Il Fondo Monetario Internazionale ci dice chiaramente che la crescita del mercato è legata all’emancipazione (economica) delle donne. Un’emancipazione che passa attraverso l’equa partecipazione ai mercati, il controllo sulle risorse produttive, l’accesso a un lavoro dignitoso e la partecipazione significativa ai processi decisionali.

Foto di copertina: Valentina Prati