Acqua, materia di vita

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Ad Haiti la siccità colpisce l’80% del territorio, una condizione che grava pesantemente sulla quantità e sulla qualità dell’acqua disponibile. La diffusione della pratica della deforestazione, con il conseguente impoverimento del suolo, e i danni provocati dall’uragano Matthew rendono la situazione ancora più problematica: l’acqua potabile è un bene sempre più raro nell’isola caraibica. La scarsità d’acqua ha effetti negativi anche sull’agricoltura, che ad Haiti è sinonimo di sussistenza: nel dipartimento di Grand Anse, dove la maggior parte della popolazione vive coltivando la terra, la produzione è calata in modo preoccupante.

A Corail e Pestel, nella Grand Anse, Cesvi ha da poco portato a termine un programma in supporto alla popolazione colpita dalla siccità, a rischio di denutrizione e colera dopo il passaggio dell’uragano Matthew. Il progetto, finanziato da Unicef, si è concentrato sulla risposta ai bisogni legati all’acqua, costruendo nuovi sistemi idrici e riabilitando quelli danneggiati, lavorando insieme ai membri delle commissioni che li gestiscono per rafforzarne le capacità e migliorando le condizioni igieniche della popolazione, per evitare il contagio di malattie legate al consumo di acqua sporca, come ad esempio il colera.

La storia di Luckna

Merlette Luckna vive a Corail, nella Grand Anse, insieme ai suoi sei figli; non ha marito, e si occupa dei bambini da sola. Sopravvivono grazie alla raccolta di tuberi e alla produzione e vendita di carbone vegetale, come molte delle famiglie più povere della zona.

Nel 2016 la loro casa è stata gravemente danneggiata dal passaggio dell’uragano Matthew, che ne ha fatto crollare rovinosamente il tetto. Di notte sono ora costretti a dormire all’aperto, riparati solo da lamiere raccattate qua e là. L’uragano ha anche distrutto le fonti d’acqua da cui la popolazione si riforniva: Luckna, i suoi bambini e molte altre persone si sono così ritrovati a dover usare acqua piovana per bere, cucinare e lavarsi, esponendosi al rischio di contrarre il colera.

Luckna, in quanto capofamiglia donna e sola, è stata una delle prime persone a essere selezionate come beneficiarie del programma Cesvi di accesso all’acqua. Grazie al programma, le fonti d’acqua a uso familiare sono state completamente riabilitate: una squadra di falegnami e muratori locali ha rimesso in funzione il pozzo da cui si rifornivano Luckna e i suoi bambini, riparandone le crepe, disponendo il pavimento e i muri e rivestendone l’imboccatura con un coperchio che protegga l’acqua al suo interno.

Luckna, come altre famiglie, ha anche ricevuto un kit “acqua pulita”, che comprende un secchio di 20 litri di capienza con coperchio e rubinetto, una tanica, cinque tazze, cinque saponi e due bottiglie di cloro liquido per rendere l’acqua potabile. “Quello che sta facendo Cesvi per le famiglie della nostra comunità è davvero un aiuto concreto. Ora tutti possono consumare acqua potabile, e non rischiamo più di ammalarci a causa di acqua sporca o contaminata”.

 

In foto: i pozzi di nuovo in funzione grazie all’intervento di Cesvi.