Diritto al cibo, sviluppo sostenibile e sistemi alimentari

Shashe, Zimbabwe. Foto di Giovanni Diffidenti.

La Coalizione italiana lotta contro la povertà (GCAP) presenta il suo secondo rapporto “Diritto al cibo. Lo sviluppo sostenibile a partire dai sistemi alimentari”, che pone l’attenzione sul tema della coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile.

Secondo il Rapporto FAO SOFI 2018 sono 821 milioni le persone strette nella morsa della fame, la maggior parte delle quali vive in ambito rurale. Un dato in continua crescita dal 2014, che ci riporta indietro di dieci anni e a fronte del quale si assiste ad un nuovo paradosso: aumenta infatti in parallelo il numero di persone obese e in sovrappeso anche nei Paesi dove i tassi di insicurezza alimentare sono alti – Africa, Asia, America Latina – oltre che in Europa e Nord America. Per contrastare questa emergenza, la chiave di lettura da adottare è quella dei diritti.

“E’ necessario un approccio non fondato esclusivamente sullo sradicamento della povertà, ma focalizzato anche sulla lotta contro le disuguaglianze e ogni forma di discriminazione, partendo dal presupposto che in quanto esseri umani siamo depositari di diritti universali e inalienabili” afferma Stefania Burbo, co-portavoce di GCAP Italia.

Il dramma della fame, secondo il Rapporto GCAP, si interseca con questioni sociali, economiche, politiche e ambientali: modelli produttivi e di consumo iniqui che minacciano la salute, politiche a danno dei contadini e delle contadine, dei consumatori e delle persone più svantaggiate e vulnerabili. La fame non è un accidente casuale, ma il prodotto di un sistema che non funziona.

“Si possono costruire politiche coerenti e sostenibili solo se si sviluppa un dialogo profondo tra decisori e attori sociali proprio nel momento in cui le politiche sono pensate e impostate. Ed è necessario che in tale dialogo trovi un posto centrale la tutela dei diritti, in particolare delle persone più vulnerabili, la cui voce fatica ad essere ascoltata nelle sempre più popolari consultazioni ‘multistakeholders’” dichiara Massimo Pallottino, co-portavoce di GCAP Italia.

L’Agenda 2030 è un’occasione per imprimere un vero cambiamento anche nel garantire il diritto al cibo, ma è necessario andare oltre i vincoli imposti dai singoli obiettivi e superare una rigida divisione tra dimensione interna ed esterna delle politiche. GCAP saluta con favore la costituzione della cabina di regia “Benessere Italia” presso la Presidenza del Consiglio e la creazione del Forum per lo Sviluppo Sostenibile; chiede però che si costruiscano luoghi di dialogo fondati sul rispetto dei diritti umani e dell’ecosistema, dove sia garantito riconoscimento e sostegno degli attori sociali più deboli e marginali.

Il Rapporto è realizzato nell’ambito dei progetti “Make Europe Sustainable for all” cofinanziato dall’Unione Europea, il cui partner italiano è ENGIM Internazionale, Narrazioni positive della Cooperazione” cofinanziato da AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

 

Foto di copertina: Giovanni Diffidenti.